Progetti di Valorizzazione

A.A. 2018/2019
Tema annuale "Reti e percorsi"

Corsi d'acqua, percorsi di fede
Domenico Armignacco

Il sistema del sacro lungo la via Francigena da Altopascio a Coiano.
Studio e proposte di valorizzazione

Serena Carmignani

Camminare tra le righe.
Frammenti di dimore vitali tra sapere e poesia

Luca Divitini

Cammini Federiciani.
1220|2020 San Miniato

Carla Mastroberti

Chianciano Terme - Catch our Time.
La nuova identità del benessere - learn wellness

Andrea Pasquali

La Via Sacra Italica.
Progetto di recupero della rete dei tratturi in Molise

Adelchi Potalivo

L'Ambrogiana.
Un nuovo Centro di Documentazione e Studi sulle alluvioni, Housing sociale e spazi per la comunità di Montelupo Fiorentino

David Vezzosi

A.A. 2016/2017

“Prato virtual museum”: studio di fattibilità
Sabrina Biagiotti

From Highway to Pathway
Marco Corridori

Montemurlo Millennio 1019-2019.
Due itinerari nello spazio e nel tempo

Sara Gabbanini

La Fabroniana e le altre
Giulia Lazzari

Il giardino di Villa Corsi Salviati.
Giardini storici: tutela, valorizzazione e messa a reddito

Elisa Luzzi

Ex palestra di San Pietro (Gubbio)
Cecilia Mascelli, Agnese Monacelli

iWalk Pistoia.
Progetto di valorizzazione della terza cerchia muraria tramite percorsi multimediali

Tiziana Romiti, Cristiano Romiti

A.A. 2015/2016

Il centro al centro tra conservazione e innovazione.
Linee guida per la redazione del Progetto Strategico di Valorizzazione (PSV) dei centri storici

Massimo Balsimelli

Khroma.
Un innovativo piano per il colore e il decoro per i borghi storici minori di Firenze

Filippo Cherubini

Carrara White Walks.
Progettazione interata di turismo culturale sostenibile attraverso reti di percorsi e reti di funzioni

Corrado Lattanzi

“ora et labora” ovvero il nuovo polo culturale e museo della Badia di S. Salvatore a Vaiano
Alexandra Michelozzi

Pitti segreta.
Mezzanini della Muletta

Caterina Olivadese, Anna Zottolo

Understand
(App. Territoriale Culturale-Turistica)

Giulio Romano

A.A. 2013/2014

Il Viale di San Vito a Cutigliano.
Recupero e Valorizzazione

Franco Del Re

I Castelli dell’Alta Valle del Sele
Laura Figliulo

Riabitare paesaggi: Appennino Ligure e Valbrevenna
Paolo Granara

Valorizzazione del centro storico di Civitavecchia
Fabrizio Scotti

Benozzo Gozzoli, Tabernacolo con Storie della vita di Gesù.
Proposta di intervento di restauro sull’opera e realizzazione di un “museo-diffuso” per la valorizzazione e la conoscenza del linguaggio benozziano in Valdera e Valdelsa

Fabiana Susini

Archivio

Nelle edizioni precedenti del master gli iscritti hanno sviluppato Progetti di Valorizzazione che hanno interessato realtà eterogenee e hanno coinvolto enti locali e amministrazioni, divenute partner in un auspicata fase di realizzazione.


A.A. 2018/2019
Tema annuale "Reti e percorsi"

Corsi d'acqua, percorsi di fede
Domenico Armignacco Nel cuore di un grande complesso montagnoso che abbraccia tutta la zona sita a Nord-Est di Vaglio di Basilicata sorge il santuario di Rossano di Vaglio, dedicato alla dea Mefite. Tra i vari epiteti attestati nelle testimonianze scritte, soprattutto nel territorio lucano, troviamo spesso accostato alla dea quello di Utiana, facendo trasparire un chiaro riferimento etimologico (tramite il greco ϋδωρ) all’acqua. In effetti nella dea Mefite adorata dai popoli di derivazione osco-sabellica, in particolare dai Lucani, si ritrovano i poteri di Afrodite, la dea greca della bellezza, ma anche di Demetra, che assicurava l’alternarsi delle stagioni e quindi un buon raccolto: implorare un buon raccolto e l’arrivo di un figlio era quello che le donne lucane chiedevano alla dea. Mefite, infatti, è una divinità italica legata in generale alle acque ed invocata quindi per la fertilità dei campi e, metaforicamente, la fecondità femminile.
Scopo del presente progetto, è quello di dare vita ad un percorso dai toni culturali e paesaggistici che colleghi l’abitato di Vaglio in primis col sito archeologico di Rossano, uno dei più importanti della Lucania appenninica, e quindi col parco archeologico di Serra di Vaglio che presenta, oltre ad un collegamento culturale col sito di Rossano, anche rilevanti punti di interesse naturalistico. Oltre alla prioritaria tutela e valorizzazione (concetti intimamente connessi) dei siti archeologici, l’intento è anche quello di creare, contestualizzando debitamente il percorso all’interno del territorio, un sistema che non sia invasivo ma produttivo, che non vada ad intaccare il territorio stesso ma ne colga le peculiarità e la ricchezza, puntando ad attirare un turismo altro da quello con finalità unicamente ludiche che ultimamente ha trovato fortuna in queste zone della Basilicata. Coinvolgendo attivamente anche il comune di Vaglio, si potrebbe inoltre ridare vita ad uno dei tanti centri abitati della Lucania interna che soffre da tempo il gravoso problema dello spopolamento. Riconsegnare quindi il territorio ai suoi abitanti non nuovo ma rinato, sensibilizzandoli verso le relative tematiche culturali e suggerendo una via per una crescita culturale, economica e sociale che sia allo stesso tempo a basso impatto ambientale, sinergica e sostenibile.

Tirocinio eseguito presso: Comune di Vaglio Basilicata


Il sistema del sacro lungo la via Francigena da Altopascio a Coiano.
Studio e proposte di valorizzazione

Serena Carmignani

    Il progetto vuole valorizzare la rete stradale antica sviluppatasi nella zona tra i comuni di Altopascio, Fucecchio, San Miniato e Castelfiorentino, individuando alcuni itinerari a partire da edifici religiosi quali chiese, abbazie, santuari, pievi, oratori e tabernacoli. Per far ciò occorre mettere in relazione il territorio circostante, composto da differenti sub regioni toscane, come la Valdinievole, il Valdarno inferiore e la Valdelsa.
    Il progetto ha iniziato a prendere vita dallo studio delle fonti archivistiche e iconografiche, affiancate da indagini sul campo al fine di fare raffronti tra la viabilità storica e quella moderna, ripercorrendo gli antichi tracciati che ancora oggi non sono stati completamente messi in evidenza nella zona di interesse, completandoli dei loro itinerari alternativi, rendendo così la mappa dei percorsi un mezzo per valorizzare e conoscere meglio quel sistema del sacro che si snoda intorno all'asse principale della via Francigena nella zona Altopascio-Coiano. Poiché il progetto nasce, come tappa iniziale, dal comune di Altopascio, l'idea è stata quella di trovare un luogo del complesso ospitaliero adatto ad essere trasformato in museo per accogliere in una degna collocazione gli itinerari individuati, oltre che valorizzarlo e arricchirlo con una esposizione multimediale. L'esigenza di realizzare un pecorso museale ad Altopascio sembra di primaria importanza, visto che l'importante luogo storico è privo di una sede adeguata. Partendo poi dall'idea che un territorio vada conosciuto nella sua interezza, si è pensato anche di dare un nome agli itinerari alternativi che, conducendo i visitatori in un viaggio nel tempo, potessero far loro vivere un'esperienza culturale accompagnata dalla degustazione di prodotti tipici locali. Ecco che, partendo dal cibo tipico dei pellegrini, si è arrivati alle specialità locali come vino, olio, pane del territorio e all'idea di rendere tali prodotti parte di una rete, “La bisaccia del pellegrino”, un marchio registrato che segnala le specialità alimentari di una determinata zona, capace di promuovere la produzione delle aziende locali e di valorizzarne le caratteristiche peculiari.

Tirocinio eseguito presso: Comune di Altopascio


Camminare tra le righe.
Frammenti di dimore vitali tra sapere e poesia

Luca Divitini

    Il progetto nasce dal desiderio di valorizzare le biblioteche della città, gli edifici di grande interesse storico-architettonico in cui hanno sede e le collezioni librarie storiche e di pregio in esse conservate, attraverso un vero e proprio itinerario turistico-culturale, per un ampio pubblico non solo accademico mediante:
  • la realizzazione di percorsi culturali, dinamicamente uniti alla rigenerazione di luoghi poco conosciuti o in disuso, che siano la risposta per innovare il turismo e offrire una visione a tutto tondo del sapere e dell’arte;
  • la realizzazione di percorsi che mettano in rete luoghi e soggetti già operativi nel panorama cittadino con un loro inserimento in attività di utilità didattica.

Tirocinio eseguito presso: Centro UNESCO di Firenze onlus


Cammini Federiciani.
1220|2020 San Miniato

Carla Mastroberti

    I Cammini Federiciani di San Miniato si inseriscono in un progetto più ampio denominato “San Miniato al Tedesco: nelle Terre dell’Imperatore” volto a valorizzare la città e il suo territorio rivivendone la storia attraverso gli antichi luoghi segnati dalla dominazione degli Imperatori Svevi in occasione degli 800 anni dall’incoronazione ad Imperatore di Federico II.
    Itinerari storico-culturali spettacolari, luoghi dove ancora aleggia alta e talvolta terribile la figura di Federico II, un territorio segnato dalla dominazione Sveva che sempre ne ha rivendicato l’importanza strategica in piena contrapposizione con il Papato. Un’esperienza intensa attraverso cui poter apprezzare anche il sapore dei luoghi tra vigneti, bellezza e bontà, a contatto diretto con la natura, con un’attenzione particolare all’enogastronomia e alle secolari tradizioni locali, alle aziende produttrici, alle cantine, alle loro etichette e alla loro filosofia. È attraverso il vasto territorio che San Miniato controllava che si sviluppa la rete di percorsi che mettono a sistema i castelli/castelletti, baluardi difensivi sotto la giurisdizione della cittadella imperiale di San Miniato, le pievi e il paesaggio tra la Valdelsa attraversata dalla Via Francigena e la Valdegola, una piana che un tempo fu teatro di violente battaglie e che oggi ospita le coltivazioni del tabacco e del granturco, oppure verdeggia con i suoi ventimila pioppi allineati come soldati in parata su un tappeto ora candido di camomilla, ora scarlatto di papaveri, ora ocra di terra lavorata, ora verde di erba medica.

Tirocinio eseguito presso: Comune di San Miniato


Chianciano Terme - Catch our Time.
La nuova identità del benessere - learn wellness

Andrea Pasquali

    Il progetto, osservando ed analizzando la situazione attuale del territorio di Chianciano Terme e ponderando il rapporto della crescita sociale ed economica relazionata alle attività termali, si propone di:
  • rivalorizzare il patrimonio architettonico termale qualificante l'attività curativa dell'individuo, implementando gli isolati esempi di attività economica e il debole sistema di relazione e interscambio che le lega;
  • attualizzare il sistema di offerta del benessere al fine di riutilizzare a pieno il patrimonio architettonico esistente;
  • annettere il patrimonio territoriale fisico e culturale all'attuale rete turistica della Val d'Orcia e Val di Chiana, polarizzando i flussi turistici;
  • definire una nuova identità territoriale.

  • Questi obiettivi si affronteranno con strategie di completamento dell'attuale percorso di cura termale con attività di margine che permettano un ampliamento dell'offerta e una nuova definizione di utenza del luogo. Si punterà a creare la possibilità per l'utilizzo anche a chi scarsamente interessato all'attuale sistema di offerte, affiancando alle attività termali dinamiche affini:
  • completando il sistema con un'offerta integrata, studiata su una più ampia utenza, amplificata e pubblicizzata dai contemporanei strumenti e reti di comunicazione
  • proponendo attività correlate attraverso il concetto del wellness.

  • In conclusione il progetto vuole sviluppare due tipologie di programma: uno politico, che proponga un insieme normativo atto alla facilitazione di sviluppo e insediamento di nuove attività per il benessere, la cura e lo svago; uno economico, che apra a nuove forme di investimento ed impresa, necessarie alla definizione delle strategie e alla nuova valorizzazione della popolazione, costituendo un polo attrattivo e ricettivo per la Val di Chiana e per la sua utenza turistica, punto di partenza dei percorsi turistici e culturali del territorio.

Tirocinio eseguito presso: Comune di Chianciano Terme


La Via Sacra Italica.
Progetto di recupero della rete dei tratturi in Molise

Adelchi Potalivo

    La Via Sacra Italica è un progetto di recupero della rete dei tratturi in Molise che, servendosi di un Cammino attraverso i luoghi di culto dei Sanniti, mira alla valorizzazione delle aree archeologiche e naturalistiche molisane e, di conseguenza, alla riqualificazione dei borghi sviluppatisi lungo le vie della transumanza. Il Cammino si compone di pacchetti turistici di taglio archeologico-naturalistico: è suddiviso in quattro tappe su segmenti di tratturi, per una lunghezza totale di 135 km circa. Un unico grande percorso che ricalca la via sannitica che da Nord a Sud collegava la valle del Sangro con quella del Trigno: da Vastogirardi, attraversando i territori di Pietrabbondante, Pescolanciano, San Giovanni in Galdo, Campochiaro e Sepino.

Tirocinio eseguito presso: Regione Molise


L'Ambrogiana.
Un nuovo Centro di Documentazione e Studi sulle alluvioni, housing sociale e spazi per la comunità di Montelupo Fiorentino

David Vezzosi

    L’Ambrogiana è un progetto che trova come suo cardine il complesso della villa medicea di Montelupo Fiorentino, la quale ospiterà nei vari ambienti restaurati e rifunzionalizzati un Centro Studi e di Documentazione sulle Alluvioni, un Centro di Documentazione sulla Cantieristica Navale e Ciclo del Legno e ambienti di housing sociale negli ambienti della Villa.
    Nel Centro Studi e di Documentazione sulle Alluvioni troverà luogo e sede istituzionale il nuovo Centro di Documentazione sulle Alluvioni di Firenze che ad oggi è parte integrante del Sistema Bibliotecario d’Ateneo e nasce in continuità con il Progetto Firenze 2016 promosso dall’Università degli Studi di Firenze in vista del cinquantenario dell’alluvione del novembre 1966. Il centro è dedicato alla ricerca, al recupero e all’elaborazione dell’informazione bibliografica e documentale relativa all’alluvione di Firenze del 1966 e alle tematiche connesse, oltre ad arricchire attraverso una forte integrazione con tutta la documentazione a tema disponibile nelle varie biblioteche d’ateneo e locali.
    Nel Centro di Documentazione sulla Cantieristica Navale e Ciclo del Legno verranno predisposti degli spazi di formazione e laboratori sulla tematica dei maestri d’ascia e ciclo del legno. All’interno del mix di funzioni è previsto un percorso “pubblico” e accessibile all’utenza esterna che permette di visitare quelle porzioni della villa più rappresentative, aprendo così la villa al territorio.
    Il progetto è incentrato proprio sull’apertura della villa al territorio, e sul ricucire quel rapporto ormai perduto con il fiume andando a valorizzare le peculiarità architettoniche e funzionali che il complesso dell’Ambrogiana possiede, in quanto è l’unica villa della famiglia medicea ad essere costruite sulle rive del fiume Arno e con questo anticamente in stretto contatto.

Tirocinio eseguito presso: Comune di Montelupo Fiorentino